E tu quante volte lo fai? (lo sport, s’intende)

Ci sono le fitness-addicted, quelle che qualunque giorno e a qualunque ora tu vada in palestra, loro ci sono.
Poi ci sono quelle che non fanno che parlare del fatto che si sono iscritte in palestra, ma non ci vanno mai. Quelle che a gennaio si sono indebitate per l’abbonamento annuale (effetto combinato di “dieta delle feste” +”buoni propositi dell’anno nuovo”) e a febbraio già iniziano a latitare.
Qualunque sia la vostra categoria di appartenenza, ho una brutta notizia da darvi: andare in palestra una volta ogni tanto non serve a niente a niente. Leggi di più

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Sport di coppia

Le feste non sono ancora finite e già ne sentite – letteralmente – il peso, specialmente sotto forma di pancetta e rotolini sui fianchi?
L’anno nuovo sta per incominciare e nella lista dei buoni propositi compare 1- iscriversi in palestra e 2-frequentare la palestra a cui ci si è iscritti nel 2013 spendendo un sacco di soldi?
Bè, i buoni propositi vanno sempre rispettati, lo sapete, almeno per i primi mesi dell’anno.
Il fatto è che molte di noi dedicano alla palestra i ritagli di tempo, generalmente alla sera distrutte dopo una giornata di lavoro, e la frequentano da sole, oppure con qualche amica con cui è facile solidarizzare per trovare ogni genere di scuse (non sono andata in palestra perché Pina ha il ciclo).
Ma avete mai pensato a iscrivervi in palestra insieme alla vostra dolce metà (ammesso che ne abbiate una)?
Se in questo momento il vostro fidanzato è stato inghiottito dal divano mentre guarda un cinepanettone anni ’80 sgranocchiando vero panettone (è avanzato, vuoi mica buttarlo), forse potrebbe essere una buona idea.
Ma potrebbe essere una buona idea anche se siete voi quella sprofondata sul divano in tuta e calzettoni che guarda l’ennesima commedia con Hugh Grant sgranocchiando cioccolatini, magari perché il vostro fidanzato sta solcando le piste di sci e a voi, si sa, la montagna non piace e poi bisogna alzarsi presto e fa freddo.

Fonte: Bulubox

Insomma, l’idea per il 2014 è: trovare uno sport “condiviso” e praticarlo insieme. Ecco qualche spunto.
in montagna
pro: sci di discesa o di fondo, snowboard, ma anche ciaspolate sulla neve: gli sport invernali sono divertenti e fanno bruciare calorie. E poi, a fine giornata ci si può sempre consolare con una cioccolata calda senza sensi di colpa, avvolti nel tepore di un accogliente chalet.
contro: lo sci non è esattamente uno sport economico, specie se la montagna più vicina a casa vostra dista 300 km.
Poi, se i vostri piedini hanno più confidenza con il tacco 12 che con gli scarponi bé, bisogna prenderci un po’ la mano prima di sfrecciare in pista.

in palestra
pro: è l’occasione per stare insieme e al tempo stesso farvi del bene. Se avete orari lavorativi diversi, ricordate che c’è anche l’opzione week-end, dal momento che oggi molte palestre sono aperte anche il sabato e la domenica. Infine, pare che l’attività sportiva faccia bene anche all’orgasmo!
contro: meglio evitare zumba e step e puntare su attività più unisex come piscina, sala pesi o corsi meno coreografati tipo total body o, perché no, pilates.

outdoor
pro: unire l’attività fisica alla gita fuori città, magari con pranzo conclusivo, è il vantaggio offerto da escursioni in montagna, trekking, mountain bike e simili.  Se il vostro lui è già uno sportivo, avervi al suo fianco solleticherà il suo ego, sempre che abbia la pazienza di aspettarvi quando è in vetta alla montagna e voi ferme al bar. Se partite alla pari, sarà una nuova avventura da condividere insieme. Un grande classico dello sport di coppia è la corsa: basta un parchetto vicino a casa o un viale alberato, e si parte!
contro: guardando fuori dalla finestra vedete solo neve e ghiaccio? Forse per una camminata è meglio aspettare il disgelo.

Spero di avervi fornito qualche utile ispirazione…fatemi sapere!

 

 

 

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Acqua e limone, il rimedio delle star (e della nonna)

Ho letto diverse interviste a celebrities assortite che svelavano il loro segreto di bellezza: un bicchiere di acqua e limone a digiuno. Sai che segreto, lo faceva già la Magna Ines, che non è un personaggio dell’Antica Roma ma una mia zia. Non che fosse bella come Gwyneth Paltrow, ma ha sempre avuto una salute di ferro (ed è più simpatica dell’algida Gwyneth, temo). Quindi, veniamo a noi: una tazza di acqua tiepida con il succo di mezzo limone spremuto. Prima di colazione. Fa schifo? secondo me assolutamente no. L’acqua la puoi scaldare nel microonde, i limoni meglio se bio. Io ho preso questa abitudine mattutina, e sono piena di fiducia nei suoi innumerevoli benefici. Che dovrebbero essere: effetto detox e pulizia dell’organismo, con conseguente effetto sulla luminosità della pelle. Digestione più efficace. Metabolismo più veloce ( e dunque perdita di peso). Una dose extra di vitamine e minerali, dunque un organismo più sano e resistente ai malanni. Vi terrò aggiornate!

benefici di acqua e limone

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#foodporn

Un hashtag molto usato, su Instagram. E’ non è un caso, perché il cibo è il nuovo sesso. Ne siamo ossessionati, le donne specialmente. E, come il porno per il sesso, il cibo oggi non sembra più essere una cosa semplice, che risponde a un bisogno quanto mai basilare come quello di nutrirsi. Il cibo è un’ossessione, in senso tanto positivo quanto negativo. E’ desiderato, amato e al tempo stesso odiato, perché fa male, fa ingrassare, una fetta di torta o un trancio di pizza sono l’ultima vera trasgressione. Una roba da sognarsela la notte, da ardersi dal desiderio. E poi però, sensi di colpa, e tutti a dieta, tutti a controllare quante calorie hanno ingerito. Un incubo.
E poi, il cibo è il nuovo status symbol, perché sei quello che mangi: il vero radical chic mangia solo la zucchina dop, il pecorino che viene dal presidio di slow food e così via dibattendo e mangiando.
A me tutto questo parlare di cibo mi stressa un po’. Io mangio tutto, tendenzialmente. Cucino poco, mangio molta frutta e verdura cruda, di base perché non va cucinata. La compro al mercato sotto casa, dal contadino, non tanto perché è km0 quanto perché ha persino degli odori, dei sapori, a differenza di quella del supermercato. Non chiedo la lattuga a dicembre, dopo la prima volta che il contadino mi ha sbraitato contro. Quando è stagione di asparagi, faccio gli asparagi. D’inverno, mi arrangio con quello che c’è (e, vivendo al Nord, non è un granché).
Oggi finalmente c’era il sole, ho mangiato sul terrazzino, con i gatti intorno: pomodori del contadino, basilico autoprodotto, trancio di tonno. Un kiwi, che ho il raffreddore e un po’ di vitamina C non può farmi che bene. Ieri invece a pranzo ho mangiato la pizza, anche se in ufficio mi ero portata il baracchino (come lo chiamate voi, schiscetta?): era venerdì, i miei colleghi pranzavano insieme, e io alla dieta preferisco la vita sociale. Non è che adesso mi devo crucciare per una pizza, no? Però nemmeno corro a fotografarla e postarla su tutti i miei canali social…

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Beauty review- Nuxe gel struccante ai petali di rosa

E così, i campioncini mi fregano sempre…ho provato questo “Gel fondente struccante ai petali di rosa” della Nuxe, sono rimasta piacevolmente colpita dal profumo e…tac, alla prima visita in parafarmacia non ho resistito (c’era anche un’offerta), e il gel versione full size è finito negli scaffali, già fin troppo affollati, del mio bagno! Però devo dire che è un prodotto che mi piace, e vi spiegherò perché.

SI
.consistenza
in gel, freschissima. Lascia una sensazione davvero di leggerezza e pulizia sulla pelle.Wow!

.profumo
di solito non amo creme e cremine profumate, mi ritengo una purista della pulizia del viso, però devo ammettere che questo profumino mi ha conquistato…sa di rosa, anzi sa di quei saponi alla rosa un po’ rétro, un po’ francesi (anche se il prodotto è senza sapone).

.multiuso
E’ un detergente ma anche uno struccante, e si lava via con l’acqua (odio la sensazione unticcia che lasciano certi latti detergenti)

 

COSI COSI

.prezzo
Si trova in farmacia, non è caro ma neppure regalato, intorno ai 15 €

.Inci
Potete vederlo qui. Due pallini rossi, di cui il primo in 6° posizione…niente di tragico direi

 

NO
.effetto panda in agguato…
E’ a tutti gli effetti uno struccante, ma dipende voi come vi truccate: se siete delle dark lady, forse è meglio evitare, perché l’effetto panda (simpatiche macchie nere sotto gli occhi) è in agguato. Il mascara normale si lava via, ma sfregando un po’ gli occhi. Credo che sia inutile in caso di prodotti waterproof oppure trucco molto pesanti. In generale, io preferisco passare prima uno struccante specifico per gli occhi,  magari bifasico, per evitare di trovarmi ombre grigiastre sotto gli occhi la mattina dopo (come se non bastassero le mie occhiaie naturali)

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le uniche borse che non ci piacciono

…sono quelle che, invece che a tracolla, stanno sotto gli occhi!
E io personalmente ho una guerra permanente in corso contro borse&occhiaie. Ho condotto un’attenta ricerca in rete sul tema, ed ecco qualche chicca, più o meno ovvia.

1.dormire
Beh, questo potevo immaginarlo. E’ ovvio che se torni a casa alle 4 e la mattina dopo ti presenti in ufficio è meglio che lo fai con occhiali neri moolto coprenti. Ma io dormo, maledizione! E le borse ce le ho lo stesso!! Sono un caso disperato? Ma c’è di più: voi come dormite? Io o su un fianco oppure direttamente faccia a terra, come spiaccicata. Malissimo. Pare che sia meglio dormire supine e con un cuscino un po’ alto, perché favorisce la circolazione.

2.bere
Beh ragazze, questa è l’ovvietà delle ovvietà. Perché lo sappiamo benissimo, e vale per tutto, non solo per il contorno occhi. + acqua & – mojito, perché bisogna bere tanta acqua per evitare la temutissima ritenzione idrica, e bere meno alcolici che affaticano il fegato etc etc. Ma che ve lo dico a fare? Stasera aperitivo?

3.freddo
Il contatto con una superficie ghiacciata sgonfia, e noi vogliamo sgonfiare. Ci sono le creme contorno occhi con l’applicatore a roll-on, ad esempio, che sono ancora meglio se tenute in frigo e hanno un effetto specifico antiborse. In alternativa, il rimedio della nonna è…il cucchiaino! Si mettono due cucchiaini di acciaio in freezer e poi si passa il dorso sull’occhio (senza accecarsi).

4.frutta&verdura
Chi non ha mai visto la classica foto delle tipe con quelle stupide fette di cetriolo sugli occhi? Pare che faccia benissimo. Peccato che a me i cetrioli, da mangiare dico, facciano abbastanza schifo, e quindi in casa non ne ho mai. In alternativa, sono consigliate anche le fettine di patata (cruda).

5.il the delle cinque
Una volta bevuto, non gettare via la bustina…mettila in frigo e poi usala per un impacco da tenere sugli occhi per 15 minuti. (Ehm, ci vanno due bustine, ovviamente). Vale sia il thé nero (contiene caffeina), che il thé verde, che la camomilla (anti-infiammatoria).

6.creme e cremine
Molto pubblicizzata, Even Better Eyes di Clinique costa 43euro, quindi sarà meglio che mantenga le sue promesse antiocchiaie. Sul sito c’è anche una sezione dedicata ai consigli, che può essere interessante, anche se dichiarare che le occhiaie “sono la preoccupazione n.1 delle donne in tutto il mondo” mi sembra un tantino esagerato. In alternativa, io avevo All about eyes Serum sempre di Clinique, oppure c’è il roll-on alla caffeina di Garnier: questi roll-on non ho mai capito se sono efficaci ma, per tornare al punto 2, se presi direttamente dal frigo lasciano una sensazione di freschezza e relax piacevolissima.

6. e vai di correttore
se il problema non si è risolto, si può sempre ricorrere al caro vecchio make up per nascondere. In realtà, se il discorso può valere per i segni violacei delle occhiaie, la questione si complica con le borse. Comunque, di correttori in commercio ne esistono un sacco, in crema o in stick. Bisogna fare attenzione a non abusarne per evitare di mettere in evidenza rughe e rughette, altrimenti si rischia di fare ancora peggio.
Fatemi sapere se avete altri consigli e…preparatevi a sfoderare il vostro sguardo più sexy!


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Una spending review dell’anima

…per capire cosa ci serve davvero e cosa no. Perché è inutile preoccuparsi di perdere – o di non avere i soldi per comprare – cose che non ci servono affatto. Ne parla la psicoterapeuta Anna Zanardi Cappon in un’intervista su un magazine che non citerò. Il tema mi ha fatto riflettere, anche se non è certo nuovo. Ci disperiamo tutti per la crisi, perché abbiamo meno soldi di prima. E certo c’è di chi di soldi ne ha davvero troppo pochi, chi ha già ridotto le spese all’essenziale e non può più togliere proprio nulla. Però molti di noi sono sempre in affanno, alla ricerca di qualcosa che reputiamo essenziale per la nostra felicità. Qualcosa da comprare, in genere. Qualcosa che ha il suo bel cartellino del prezzo attaccato sopra. La dottoressa Zanardi Cappon, dice, invita i suoi pazienti a dividere un foglio in due colonne e compilare la lista delle cose essenziali, separandole dalle altre. Non solo il primo elenco risulta molto breve, ma spesso queste cose sono immateriali. Conclude la psicoterapeuta “Le assicuro che ci si sente più leggeri e con più energie, rinfrancati dalla consapevolezza che quello che davvero ci serve non è molto, e non è messo in discussione dalle contingenze”. Ecco, io credo che questo discorso sia molto valido per chi, con la crisi, si vede costretto a un downgrading, a vivere un po’ più low-profile di prima. E magari, a trovare il tempo per cose importanti, che costano poco ma rendono molto in termini di energia positiva. Niente di nuovo, è il principio della sobrietà, della ricerca di una vita più semplice, se vogliamo anche della decrescita.

buy things we don't need

Proprio oggi su Repubblica un giornalista notava come da un lato ci si accusi di sprecare troppo cibo, ma dall’altro un dato statistico di diminuzione dei consumi alimentari viene subito letto come un segnale di crisi profonda: non è che magari, invece, siamo solo diventati un po’ più attenti a non riempirci di roba che non ci serve? In Fight Club, Tyler Durden diceva “Advertising has us chasing cars and clothes, working jobs we hate so we can buy shit we don’t need” e quella a fianco credo sia una libera interpretazione della stessa citazione. Lo so, magari è buffo parlare di questi temi su un magazine femminile, e io sono la prima ad adorare lo shopping e avere l’armadio sempre troppo pieno, però andare in depressione perché non ci si può comprare la it-bag di stagione, bé, questo è troppo.

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cose che dovremmo imparare dagli uomini

L’8 marzo è passato. Giustamente, si è parlato di cose importanti: i diritti delle donne, ancora troppo spesso misconosciuti, le storie terribili di violenze fisiche e psicologiche, fino ad arrivare al femminicidio. Io però voglio parlare degli altri uomini, quelli che – lo so – esistono. Quelli che le donne le rispettano, quelli che costruiscono relazioni sane e paritarie. Qualche tempo fa, in questo post, ho demonizzato i maschi egoisti, ma in verità io non ho nulla contro il genere maschile, anzi. A me gli uomini stanno simpatici, insomma. Forse perché ho avuto la fortuna di incontrare quelli giusti, o forse perché non sono il genere di donna che piace agli uomini sbagliati.

Così, capita spesso che nel consolare qualche amica con cuore infranto io mi trovi “dall’altra parte”, a difendere lui. E’ una cosa terribile, lo so, ma sono una molto schietta, anche quando fa male. Lo so che le donne sono meravigliose, forti, empatiche, guerriere. Ma anche gli uomini non sono poi così male. E quindi, eccomi qui a dirvi cosa, secondo me, dovremmo imparare dal genere maschile.

1. la leggerezza
E qui riprendo un post della brava Alessandra Airò, che crede che “quello che manchi ad alcune persone per essere felici sia la leggerezza”. Noi donne prendiamo tutto maledettamente sul serio, dalle riunioni di lavoro allo smalto sbeccato. Gli uomini, spesso, se ne fregano, almeno un po’. Fanno bene. Almeno un po’. La tensione non aiuta, agli esami e nella vita.

2.continuare a giocare
Sono solo io che ricordo pomeriggi d’estate in cui i maschi giocavano sempre, a calcio, a calcetto, a ping pong, e le ragazze “stavano a guardare”? Per la specie maschile, il gioco è valvola di sfogo, è energia, è aggressività positiva (almeno dovrebbe). E continuano a giocare, anche da grandi. Il calcetto del venerdì. La sfida sulla spiaggia. Fa bene. E tonifica i glutei.

3. se non lo dici non esiste
-lui: “Non me l’hai mai detto”
-lei: “avresti dovuto capirlo”
vi è mai capitato? noi pensiamo che loro “capiscano”, ma gli uomini non sentono quello che non dici. E’ inutile. Meglio spiegarsi, essere chiare, fare i disegnini come i libretti di montaggio dell’Ikea. Se no, ad aspettare che loro capiscano, ci si perde notti insonni, telefonate con le amiche, pure qualche lacrimuccia.

4. come as you are
certe sere, prepararsi per uscire è la parte più divertente della serata. Però per andare a fare la spesa al mercato, ti prego, no. Basta un paio di jeans e una t-shirt, come fa lui al 99% delle volte. Però, magari, i jeans quelli che stanno bene sul culo, la t-shirt con una stampa carina e un bel paio di converse. La tuta, quella no.

4.solidarietà maschile
La tanto decantata “solidarietà femminile” esiste davvero? Le amiche di una vita, quelle alla sex and the city, sono reali? O non sono forse i nostri compagni quelli che hanno gli stessi amici dalle elementari? Quelli che puoi anche non sentirti per mesi, ma quando hai bisogno chiami e loro sono lì, per una birra consolatoria o per aiutarti a traslocare?

5. meno parole e zero contraddizioni
Noi donne pensiamo, elucubriamo, e poi parliamo parliamo parliamo. Parliamo con le amiche, con le colleghe, con la sconosciuta sul treno, parliamo delle nostre storie, dei nostri sentimenti, di ogni sfumatura. Bello, eh, perché si che noi donne siamo profonde. Pero che palle! A volte, non sarebbe meglio pensare un po’ di meno e fare un po’ di più? C’è qualcosa che non va? è inutile lamentarsi a parole, a distanza, in differita. Bisogna essere coerenti.Se un comportamento non ti piace però lo accetti, l’uomo non capisce, va in confusione, come un cucciolo a cui prima concedi una cosa e poi subito dopo lo sgridi. La sua mente è semplice, ricordalo. Meglio essere chiari e lineari, per farsi rispettare. Che poi, alla fine, è la cosa più importante.

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Dress like a lady – guest post

Ciao,
oggi mi trovate sul blog di OVS con un guest post dedicato allo stile rétro…ecco il link

Dress like a lady

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Questione di portamento

Stai dritta con la schiena! – mia mamma me lo ripeteva come una specie di mantra. Ricordo che, preoccupata per una mia presunta scoliosi, mi portò da un ortopedico che liquidò il dramma come una questione di postura, e mi bollò con le seguenti parole “non è né carne né pesce, appena sarà più grande e vorrà fare colpo su qualche ragazzino starà con la schiena più dritta“. Lo ricordo come fosse ieri: cosa diavolo voleva dire che IO non ero né carne né pesce? Ma non finisce qui: ho un altro trauma pre-adolescenziale legato alla postura. La sventurata idea di prendere lezioni di danza classica, da bambina, mi diede in sorte un’insegnante anni ’80 con i boccoli biondi, le guance rosa, e un peso non esattamente da Carla Fracci, che ci ripeteva il noto monito “pancia in dentro petto in fuori“. In loop, peggio dei video di Vine. Così ce ne stavamo davanti alla sbarra, gonfie come tacchini, forse sperando che dai nostri petti improvvisamente si materializzassero delle vere tette.
Oggi, superate da un pezzo l’infanzia e l’adolescenza, ogni tanto il mio superIo mi ripete ancora “stai dritta con la schiena”. Succede specialmente quando sono al computer, quando scrivo al portatile da casa, quando chatto su whatsapp (mai quando gioco a ruzzle, non ho tempo per distrarmi). Ma anche quando sono seduta davanti a qualcuno a una riunione di lavoro, o a un incontro importante. Sono perfettamente di quanto stare con la schiena storta, come fossi una specie di ameba disarticolata, non giovi al mio appeal.
Una volta di diceva di una donna elegante che aveva un “bel portamento”, e di certo il modo di muoversi, con o senza tacchi, è un segnale non verbale che comunica tantissimo. Peccato che non ci pensiamo (quasi) mai, vero care ragazze che arrancate sui tacchi 12 con le gambe rigide come granatieri, vero amiche stravaccate sulle sedie di un locale come se foste sul divano di casa vostra a drogarvi di Real Time?
Una postura sbagliata non è solo poco sexy, è anche dannosa per la salute: in questo articolo di Marie Claire la dottoressa Loredana de Michelis spiega come “un portamento corretto previene moltissimi penosi disturbi alla schiena e al collo, a ginocchia, caviglie e piedi, alla circolazione. Ed evita altri possibili guai: disturbi della masticazione, usura dell’articolazione delle anche, ventre sporgente, cellulite, respirazione scorretta.” E ancora “La postura riflette le emozioni e, a lungo andare le determina: se ho l’abitudine a tenere le spalle incurvate e il torace incassato, posso respirare poco e male e questo contribuisce a farmi sentire debole e stanco.”
Ovviamente, il fatto di portare o meno i tacchi incide notevolmente sul portamento: in bene, se ci si sa camminare sopra, o in male. A proposito di traumi neanche tanto infantili, ricorderò ancora mio padre che qualche anno fa, vedendomi provare un paio di decolté per un matrimonio, si raccomandò: siediti nelle ultime file in chiesa, così non devi camminare tanto. E’ (anche) per questo motivo che ho deciso di partecipare a un workshop (gratuito) della Stiletto Academy. Vi farò sapere.

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